30 maggio 2024 Musica in Scena

Festival Donizetti Opera 2024: tutto quello che c'è da sapere!

Tutte le informazioni più interessanti del festival, la 10° Edizione 2024: speciale, celebrativa e i consigli di Italia in scena. 

Il Festival DONIZETTI OPERA

Il Festival internazionale Donizetti Opera è promosso e organizzato dalla Fondazione Teatro Donizetti per salvaguardare e far conoscere l’immenso patrimonio musicale lasciato in eredità alla città di Bergamo dal suo cittadino più illustre, il compositore Gaetano Donizetti.

La manifestazione affianca la messa in scena delle opere più celebri al recupero e promozione delle opere meno conosciute, con la direzione artistica di Francesco Micheli, che coinvolge musicologici e i migliori artisti riconosciuti a livello internazionale; l’edizione e la revisione è curata dalla sezione scientifica guidata dal musicologo Paolo Fabbri, mentre la direzione musicale è affidata a Riccardo Frizza.  

Il Festival 2024: 10° Straordinaria Edizione

2015-2024: toccano quota dieci le edizioni del Festival Donizetti Opera – manifestazione di rilievo internazionale dedicata al compositore bergamasco e organizzata dalla Fondazione Teatro Donizetti presieduta da Giorgio Berta con la direzione generale di Massimo Boffelli, la direzione artistica di Francesco Micheli e quella musicale di Riccardo Frizza – che si svolgerà a Bergamo “Città di Gaetano Donizetti” dal 14 novembre al 1° dicembre 2024.

L’edizione 2024 del Festival Donizetti Opera sarà quindi speciale e celebrativa, con i weekend lunghi che cominciano il giovedì: 

  • LU OpeRave (giovedì 14, giovedì 21 e venerdì 29 novembre), la nuova creazione 2023 ispirata alla più celebre delle opere donizettiane “con variazioni”: sarà riallestita in un luogo aperto sempre alla convivialità e con uno sguardo verso la contemporaneità e l’innovazione.
  • Roberto Devereux (venerdì 15, sabato 23 e giovedì 28 novembre), fra i titoli più significativi nella produzione del Donizetti maturo.
  • Don Pasquale (domenica 17, venerdì 22 e sabato 30 novembre), l’ultimo capolavoro della grande tradizione buffa italiana.
  • Zoraida di Granata (sabato 16 novembre, domenica 24 novembre, domenica 1° dicembre) in prima moderna, al Teatro Sociale, andrà in scena la versione “Roma 1824” per il ciclo #donizetti200.  

Italia in scena consiglia:

Don Pasquale dall’umorismo vivace, Roberto Devereux apprezzata per la ricchezza musicale e profondità drammatica.  

Don Pasquale

Dramma buffo in tre atti di Giovanni Ruffini.
Musica di Gaetano Donizetti.

Edizione critica a cura di Roger Parker e Gabriele Dotto - Casa Ricordi, Milano con la collaborazione e il contributo del Comune di Bergamo e della Fondazione Teatro Donizetti.

Direttore Iván López Reynoso
Regia Amélie Niermeyer
Scene e costumi Maria-Alice Bahra
Coreografie Dustin Klein

CAST

Don Pasquale Roberto de Candia
Ernesto Javier Camarena e con gli Allievi della Bottega Donizetti

Orchestra Donizetti Opera Coro dell’Accademia Teatro alla Scala
Maestro del Coro Salvo Sgrò
Nuova produzione della Fondazione Teatro Donizetti
Allestimento dell’Opéra de Dijon  

INTRODUZIONE E CURIOSITÀ  

Gaetano Donizetti fa rappresentare Don Pasquale al Théâtre-Italien il 3 gennaio 1843 a Parigi, avamposto parigino dell’opera italiana dotato di un’eccezionale compagnia di canto. Donizetti ricicla un vecchio libretto scritto da Angelo Anelli per Stefano Pavesi e lo fa rinfrescare da Giovanni Ruffini, ma imponendogli tante e tali modifiche da esserne, in pratica, coautore. Il libretto verrà poi pubblicato anonimo con la sigla “M. A.”, che sta per il prestanome Michele Accursi, factotum parigino di Donizetti.  

In questa opera Donizetti rielabora la più scontata e banale delle vicende comiche, già portata sulla scena infinite volte. Tutti i personaggi sono classici: il buffo gabbato, la primadonna viperina, il tenore sospiroso, il baritono maneggione.  

Don Pasquale non è soltanto l’ultimo capolavoro della grande tradizione buffa italiana, ma anche il primo dei tempi nuovi. Intessuta di valzer e musiche del suo tempo, la commedia borghese guarda ironicamente al passato ma è ricca di sentimenti romantici: il momento in cui Norina schiaffeggia Pasquale è quasi tragico, e tutta l’opera vive di un meraviglioso equilibrio fra risate e lacrime.  

L’opera ebbe subito un immediato successo ed è uno dei non molti titoli donizettiani a non essere mai uscito dal repertorio. Al Donizetti Opera verrà presentata, per la prima volta, la nuova edizione critica a cura di Roger Parker e Gabriele Dotto, in un allestimento dell’Opéra di Dijon, firmato dalla celebre regista tedesca Amélie Niermeyer, diretta da Iván López Reynoso e con due protagonisti della scena operistica internazionale come Roberto de Candia e Javier Camarena, affiancati dai giovani talenti della Bottega Donizetti.    

Roberto Devereux

Tragedia lirica in tre atti di Salvadore Cammarano.
Musica di Gaetano Donizetti Prima esecuzione: Napoli, Real Teatro di San Carlo, 28 ottobre 1837.

Edizione critica a cura di Julia Lockhart - Casa Ricordi, Milano con la collaborazione e il contributo del Comune di Bergamo e della Fondazione Teatro Donizetti

Direttore Riccardo Frizza
Regia Stephen Langridge
Scene e costumi Katie Davenport

CAST

Elisabetta Jessica Pratt
Lord duca di Nottingham Simone Piazzola
Sara Raffaella Lupinacci
Roberto Devereux John Osborn
Lord Cecil David Astorga e con gli Allievi della Bottega Donizetti

Orchestra Donizetti Opera Coro dell’Accademia Teatro alla Scala
Maestro del Coro Salvo Sgrò
Nuovo allestimento della Fondazione Teatro Donizetti in coproduzione con il Teatro Sociale di Rovigo.

INTRODUZIONE E CURIOSITÀ

L’opera è titolata al maschile, ma la vera protagonista è Elisabetta. Roberto Devereux è fra i titoli più significativi nella produzione del Donizetti maturo e una delle riscoperte di maggior successo della Donizetti-renaissance del secolo scorso. 

Siamo nel 1837, al Real Teatro di San Carlo di Napoli e Gaetano Donizetti regala una parte eccezionale a una delle sue interpreti più amate e geniali, il soprano Giuseppina Ronzi de Begnis, la sua “musa nera”, specialista in personaggi femminili tormentati, violenti, deliranti. Due anni dopo Lucia di Lammermoor, Salvadore Cammarano stimola nuovamente il genio con un libretto sintetico, in linea con quanto proclamato dal compositore in una lettera famosa: «Voglio amore, che senza questo i soggetti sono freddi, e amor violento». L’opera si conclude con una sconvolgente scena di delirio allucinatorio che dà un nuovo significato drammatico all’abituale rondò finale della primadonna.  

In più, all’eccellente ispirazione donizettiana contribuisce anche l’ambientazione britannica, fra quei «Tudori» che già lo avevano appassionato in altre tre opere, Elisabetta al castello di Kenilworth, Anna Bolena e Maria Stuarda, e che viene ribadita anche nella brillante sinfonia che cita esplicitamente l’inno inglese God save the King.

L’opera è affidata al direttore musicale del Donizetti Opera, Riccardo Frizza e messa in scena da un grande regista shakespeariano: Stephen Langridge, direttore artistico del Festival di Glyndebourne. Sul palcoscenico, quattro star del belcanto internazionale come John Osborn, Raffaella Lupinacci, Simone Piazzola e, nella parte incandescente di Elisabetta, il soprano italoaustraliano Jessica Pratt.  

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